Io Donna bambina e madre indigena e straniera libera e schiava, diversa. Genitrice di te e per te, uomo. Serbo il tuo seme in una conchiglia, lo curo con sacrificio e amore fin quando andrà splendente per il mondo. Bambina incantata che gioca con sogni segreti facendone collane che si sgranano al rumore della tua voce. Ti accolgo nel tepore della mia casa e mi sento straniera dove sono i tuoi passi. Debole e capricciosa se abbasso la testa o punto i piedi a terra ai tuoi no. Sono la donna dei tuoi sogni che accende passioni e profuma la tua pelle. Io Donna, ma diversa. Ferita e indifesa, messa in un angolo perché crede ancora nella fiaba dell’amore. Maria 5 novembre 2004
Immagini e Poesia Donna
Lo specchio Castelli di sabbia